Школьный этап 2024-2025 всероссийской олимпиады школьников по итальянскому языку задания и ответы для 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11 класса. Олимпиада прошла у школьников Москвы 18-20 сентября 2024 года. Предварительные результаты олимпиады ВсОШ уже известны. Видео решение заданий опубликовано после заданий.
Задания и ответы для 5-6 класса
olimp-ital-5-6-klass-vos-2024Задания и ответы для 7-8 класса
olimp-ital-7-8-klass-vos-2024Задания и ответы для 9-11 класса
olimp-ital-9-11-klass-vos-2024Видео решение заданий 5-6 класс
Видео решение заданий 7-8 класс
Видео решение заданий 9-11 класс
Текст для аудирования 5-6 класс
Fiore di neve
Nel grande nord, in un piccolo villaggio vive una famiglia, Ivan e Maria, che vogliono avere un figlio più di ogni altra cosa al mondo. Un giorno, dopo una grande nevicata, decidono di fare una figura di neve a forma di bambina. Le fanno occhi, capelli e una bocca perfetta da bambola. Improvvisamente, sentono quella bambola ridere. E la bambola diventa una bella bambina vera! Una bimba con occhi chiari come l’acqua, con i capelli d’oro e la pelle bianchissima. I due sposi sono felicissimi e la chiamano Fiore di Neve. Lei gli vuole bene ed è amata da tutti nel villaggio perché è sempre sorridente e di buon umore. Passa il lungo inverno, viene la tiepida primavera e qualcosa in Fiore di Neve cambia…
Non è più una bambina allegra come nei mesi precedenti, è sempre triste, guarda dalla finestra e non vuole più uscire. E’ di nuovo felice solo quando piove o grandina. Viene il mese di giugno e poi una bella festa durante la quale si accende un grande fuoco nel villaggio per celebrare la nuova stagione. Tutti i bambini invitano Fiore di Neve a ballare intorno al fuoco. Lei dapprima non vuole, ma poi va con gli amici per farli felici. Tutto è perfetto: i canti, le danze, la gente in festa… Ma improvvisamente i bambini che stanno vicino a Fiore di Neve vedono che la loro amica non c’è più. Al suo posto c’è soltanto un po’ d’acqua trasparente: Fiore di Neve, la bambina di neve, si è sciolta vicino al fuoco. Agli abitanti del villaggio è rimasto per sempre solo il suo ricordo, come di un sogno bellissimo.
Текст для аудирования 7-8 класс
La macchina fotografica
Poco prima di andare a scuola ho ricevuto un pacco: un regalo di mia nonna, una macchina fotografica. Mia nonna è una bomba. Io ho chiesto se potevo fotografare a scuola, e mamma ha detto di sí, ma di stare attentissimo e non farmela sequestrare. Papà si è limitato ad alzare le spalle, poi abbiamo guardato insieme le istruzioni, e mi ha spiegato come si fa a fotografare. Ho imparato subito. A scuola, l’ho detto ad Alfredo, il mio compagno di banco. Alfredo l’ha detto a Rocco e a Marco. Rocco e Marco l’hanno detto a Davide, poi a Federico, che ha informato Gigi, e a questo punto la maestra ha detto: – Nicola, ripeti quello che stavo dicendo.
Mi sono alzato in piedi, e ho cominciato a piangere, perché non avevo la minima idea di cosa stava spiegando la maestra. Mentre spiegava, ero occupato a guardare Alfredo attraverso l’obiettivo. – Nicola, cosa nascondi sotto il banco? – mi ha chiesto la maestra. Quando la maestra ci chiama per nome, vuol dire che è arrabbiata nera: per questo ho continuato a piangere, e la maestra si è alzata, è venuta al mio banco, ha visto la macchina fotografica, me l’ha sequestrata e mi ha messo zero sul registro. – L’hai fatta grossa, – mi ha detto Alfredo, cosí si è preso uno zero anche lui. – Io posso ripetere quello che stava spiegando, maestra, – ha detto Claudio, il primo della classe e il cocco della maestra, e la lezione è continuata.
Quando è suonato il campanello, la maestra mi ha fatto restare in classe, e mi ha detto: – Caro Nicola, non voglio procurarti un dolore. Capisco che tu sei orgoglioso della tua macchina fotografica. È un regalo splendido. Se mi prometti di non giocare in classe e di studiare per bene, ti tolgo lo zero e ti restituisco il tuo regalo. Ho promesso, lei mi ha restituito la macchina, e mi ha detto di andare a raggiungere i compagni in cortile. Niente da dire: la nostra maestra è fortissima, fortissima, fortissima…
Текст для аудирования 9-11 класс
La fame di Pinocchio
Intanto cominciò a farsi notte, e Pinocchio, ricordandosi che non aveva mangiato nulla, sentì un’uggiolina allo stomaco, che somigliava moltissimo all’appetito. Ma l’appetito nei ragazzi cammina presto; e difatti dopo pochi minuti l’appetito diventò fame, e la fame si convertì in una fame da lupi, una fame da tagliarsi col coltello. Il povero Pinocchio corse subito al focolare, dove c’era una pentola che bolliva e fece l’atto di scoperchiarla, per vedere che cosa c’era dentro, ma la pentola era dipinta sul muro. Figuratevi come restò. Il suo naso, che era già lungo, gli diventò ancora più lungo. Allora cominciò a correre per la stanza e a frugare per tutte le cassette e per tutti i ripostigli in cerca di un po’ di pane, magari un po’ di pan secco, un crosterello, un osso avanzato al cane, un po’ di polenta muffita, una lisca di pesce, un nocciolo di ciliegia, insomma di qualche cosa da masticare: ma non trovò nulla, il gran nulla, proprio nulla.
E intanto la fame cresceva, e cresceva sempre: e il povero Pinocchio non aveva altro sollievo che quello di sbadigliare: e faceva degli sbadigli così lunghi, che qualche volta la bocca gli arrivava fino agli orecchi. E dopo aver sbadigliato, sentiva che lo stomaco gli andava via. Allora piangendo e disperandosi, diceva: – Il Grillo parlante aveva ragione. Ho fatto male a rivoltarmi al mio babbo e a fuggire di casa… Se il mio babbo fosse qui, ora non mi troverei a morire di sbadigli! Oh! che brutta malattia che è la fame! Quand’ecco gli parve di vedere nella spazzatura qualche cosa di tondo e di bianco, che somigliava tutto a un uovo di gallina. Spiccare un salto e gettarvisi sopra, fu un attimo solo. Era un uovo davvero. La gioia del burattino è impossibile descriverla: la si può solo immaginare.
Credendo quasi che fosse un sogno, si rigirava quest’uovo fra le mani, e lo toccava e lo baciava, e baciandolo diceva: – E ora come dovrò cuocerlo? Ne farò una frittata?… No, è meglio cuocerlo nel piatto!… O non sarebbe più saporito friggerlo in padella? O se invece lo cuocessi a uso uovo da bere? No, la più facile di tutte è di cuocerlo nel piatto o nel tegamino: ho troppa voglia di mangiarmelo! Detto fatto, pose un tegamino sopra un caldano pieno di brace accesa: mise nel tegamino, invece d’olio o di burro, un po’ d’acqua: e quando l’acqua cominciò a fumare, tac! spezzò il guscio dell’uovo, e fece l’atto di versarcelo dentro. Ma … invece della chiara e del torlo, scappò fuori … un pulcino tutto allegro e complimentoso, il quale, facendo una bella riverenza, disse: – Mille grazie, signor Pinocchio, d’avermi risparmiata la fatica di rompere il guscio! ArrivederLa, stia bene e tanti saluti a casa! Ciò detto distese le ali e, infilata la finestra che era aperta, se ne volò via a perdita d’occhio.
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